Come dare nuova vita agli ex comparti industriali con l’Architettura 4.0

Il progetto della nuova palestra di arrampicata di Curno (BG) ricavata all’interno di un ex comparto industriale.

 

Riflettere sul destino dei luoghi vuol dire meditare sulla qualità della vita nelle città di oggi e di domani, e se per diversi anni ancora alcune città dell’oriente seguiranno un modello di espansione, il futuro imminente delle città europee e americane come probabilmente quello più remoto di quelle asiatiche, consisterà in un riassestamento e revisione delle città già costruite.

Oggi lo sviluppo non coincide con la crescita, ma occorre invece riflettere su come costruire nuovi modelli che oltre al mantenimento dell’esistente puntino a un progresso sostenibile in senso lato e che si tramutino in progetti, sia a scala urbana che architettonica, con un alto grado di flessibilità e predisposizione al cambiamento. Lo sviluppo non sarà legato a un maggiore consumo, ma a una maggiore efficienza e vivibilità.

In questo senso, il recupero o riuso di un corpo già esistente, attraverso le diverse fasi di edificazione-rimozione-sostituzione-riqualificazione del costruito, è un modello fortemente sperimentale, all’avanguardia nel tentare di dare risposte concrete e non solo teoriche, e dunque fortemente plausibile viste e osservate le istanze contemporanee sopracitate a cui stiamo già cercando di far fronte e che si diffonderanno esponenzialmente negli anni a venire.

Il progetto

L’Architettura 4.0 è il metodo con cui ci confrontiamo con l’esistente abbracciando le diverse sfere, da quella dell’immagine, alla sostenibilità, al benessere ed alla tecnologia.

È il caso della nuova palestra di arrampicata che sta sorgendo a Curno (BG) all’interno del comparto industriale denominato “EX Area Tesmec”.

L’intero sistema insediativo è stato oggetto negli ultimi anni di una importante riconversione delle funzioni presenti al suo interno, passando da area produttiva ad area prettamente terziaria, all’interno della quale sono presenti diverse funzioni differenti tra loro, tra cui diversi studi professionali, palestre, scuole di ballo e altre attività collaterali. Proprio per questo motivo si è scelto uno dei volumi ancora in attesa di riconversione da adibire alla nuova palestra di arrampicata sportiva indoor, in modo da mettere a disposizione dei fruitori che già frequentano l’area ed ai cittadini appassionati alla disciplina residenti nelle zone limitrofe, una nuova attività di tipo ricreativo.

La necessità di conciliare gli standard di benessere con la nuova attività ha portato alla realizzazione di un nuovo blocco adibito ai servizi (ingresso e spogliatoi), costruito con tecniche a secco, con struttura portante in legno X-Lam.

Nell’edificio esistente, destinato alle pareti di arrampicata, gli spazi sono stati progettati in modo da massimizzare l’effetto di luminosità creato dalle coperture a shed, creando un’isola centrale di pareti ad altezza ridotta (per il c.d. boulder), lasciando le pareti più alte (per il c.d. lead) lungo il perimetro esterno. Si è creato così un effetto scenico che permette di sentirsi sempre all’interno di un unico grande spazio luminoso, sempre connesso agli spazi esterni, creando una nuova forma di urbanità.

A seguire foto delle fasi di avanzamento del cantiere in corso.