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Edifici efficienti e performanti grazie alla building automation

L’approccio smart che sta caratterizzando il mondo dell’edilizia degli ultimi anni, punta a migliorare la qualità della vita negli ambienti domestici, lavorativi e urbani, integrando gli spazi con tecnologie digitali e di building automation.
La building automation è uno dei punti cardine dell’architettura 4.0 e permette di gestire, in modo autonomo e automatico, gli impianti tecnologici di un intero edificio, controllando che tutte le funzioni siano regolarmente svolte e integrandole in caso contrario.
Illuminazione, riscaldamento e condizionamento, antri-intrusione, controllo presenze, anti-incendio, diventano sistemi integrati in un’unica piattaforma in grado di comunicare con tutti i sottosistemi e modificare tempi e proprietà di tutti i servizi erogati dagli impianti.
Il vantaggio principale di gestire in maniera integrata ed automatizzata gli impianti consiste nel disporre di una infrastruttura di supervisione e controllo capace di massimizzare il risparmio energetico, il comfort e la sicurezza degli occupanti, garantendo inoltre l’integrazione con il sistema elettrico di cui l’edificio fa parte.

Differenza tra domotica e Building automation

A differenza della domotica, che interessa soprattutto l’ambiente domestico, la Building Automation è utilizzata negli edifici a scopo non residenziale come uffici, scuole, banche, cantieri, alberghi, agriturismi, palestre, porti, pubbliche amministrazioni, ospedali e per molto altro.
L’essenza non cambia, ma cambiano notevolmente i campi di applicazione e la portata degli interventi da eseguire.
A seconda del campo di applicazione esistono delle soluzioni tecnologiche per:
• il controllo degli accessi;
• il controllo e la gestione dell’illuminazione;
• il controllo e gestione del condizionamento dell’aria;
• la raccolta ed export dati.
Grazie a queste tecnologie è possibile sapere quando un’area è occupata e quante persone sono in una stanza, regolando in maniera completamente automatizzata l’aria condizionata e l’illuminazione.
Oppure, è possibile impostare lo spegnimento dell’aria condizionata quando una finestra si apre e il viceversa quando la finestra è chiusa.
Quello della building automation diventa quindi un sistema indispensabile per ottimizzare i consumi energetici e garantire i massimi livelli di sicurezza e confort e rappresenta un innovativo metodo di lavoro che sposa a pieno la filosofia di Zen.
La nostra è un’architettura sostenibile, progettata con etica contemporanea, che contribuisce ad aumentare il comfort e la produttività del proprio edificio.

Banda ultralarga: pilastro dell’edilizia 4.0

Nell’era della digitalizzazione, anche il settore delle costruzioni sta vivendo la sua trasformazione e si prepara alla sfida degli smart building il cui obiettivo è quello di garantire maggiore sicurezza, stabilità, economicità, ottimizzazione energetica e tutela dell’ambiente.
L’approccio smart al settore dell’edilizia mira a creare un patrimonio immobiliare efficiente e iperconnesso grazie a tecnologie basate su sensori di ultima generazione, IoT, cloud e sistemi mobile.
Tecnologie e soluzioni innovative che si evolvono sempre più rapidamente e che, solo con il supporto di figure professionali competenti e aggiornate, dovranno essere integrate negli edifici in modo strategico ed efficace.


Questa è l’edilizia 4.0: un nuovo modello di sviluppo immobiliare, in cui architettura, infrastrutture energetiche e digitali e dimensione socio-ambientale si integrano con e per nuovi servizi.
Uno dei pilastri portanti per la trasformazione digitale legata al settore delle costruzioni edili (civili ed industriali) è la banda ultralarga.
Dal 1° luglio 2015, infatti, tutti gli edifici di nuova costruzione o quelli oggetto di interventi di ristrutturazione significativi devono essere equipaggiati con una infrastruttura fisica multi servizio passiva interna: ovvero, devono essere dotati di adeguati spazi installativi e di reti in fibra ottica fino alle abitazioni.
Questo intervento permetterà di dotare gli edifici di un centro di gestione e manutenzione che permetterà di condividere le stesse informazioni di interesse collettivo: lo stato degli impianti, i consumi, le disfunzioni, i sovraccarichi, le temperature di esercizio, etc etc
Ciò consentirebbe, ad esempio, di ottimizzare i consumi non solo a livello di singola stanza o utenza, ma a livello di edificio, e con l’edificio di ottimizzare con il quartiere o la community locale.


L’importanza di dotare gli edifici di connessioni in fibra, o anche in altre tecnologie, purché a banda ultra larga, è fondamentale anche per l’erogazione di tutti i servizi e contenuti multimediali, in streaming o meno, su tutti i dispositivi (fissi e mobili), anche contemporaneamente mentre si assicurano i servizi prioritari (ad esempio quelli di emergenza, di sorveglianza, di monitoraggio o di gestione).

Cambiano i progetti di sviluppo degli edifici ma cambia anche il ruolo dei professionisti come progettisti e architetti. Il ruolo, proprio per competenze e responsabilità, non terminerà solo con la progettazione e la direzione dei lavori, ma sarà continuo nel tempo e dovrà prevedere la manutenzione ordinaria, straordinaria ed evolutiva.
Il team di Zen è alla continua ricerca di nuove soluzioni tecniche per essere sempre al passo con quello che il mercato e lo sviluppo tecnologico offrono.

Architettura e sostenibilità

Il mondo dell’edilizia e dell’architettura si sta muovendo nella direzione della sostenibilità ecologica ed ambientale. Questi sono temi di fondamentale importanza, che porteranno cambiamenti significativi in tutte le fasi del processo edilizio, dalla progettazione, alla costruzione, alle finiture.
Grazie all’integrazione di strutture e tecnologie appropriate, gli edifici vengono progettati per limitare l’impatto ambientale. Le finalità progettuali? L’efficienza energetica, il miglioramento della salute, del comfort e della qualità della fruizione degli abitanti.

Progettare un’architettura sostenibile significa considerare elementi fondamentali del processo di progettazione, tra cui:


Ambiente circostante: per eseguire un progetto che sia davvero in relazione con ciò che lo circonda, diventa fondamentale costruire un edificio seguendo precisi criteri. Questi permetteranno di ridurre il fabbisogno di energia per il proprio funzionamento, con un minor impatto ambientale e un’integrazione ottimale con l’ambiente circostante.
Clima: è importante conoscere la temperatura dell’aria di un luogo per comprendere quale siano le migliori scelte progettuali da compiere, in merito a materiali e tipologia costruttiva.
Il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili: l’installazione di pannelli solari termici o la posa di un impianto fotovoltaico permettono di sfruttare il sole, fonte energetica rinnovabile e gratuita, per produrre rispettivamente acqua calda ed energia elettrica.
Sistemi domotici di gestione: sempre più persone cercano soluzioni che le aiutino a migliorare la qualità e il comfort dell’ambiente domestico, oltre che ridurre i consumi.
Uso razionale della risorsa idrica: un ulteriore aspetto è riferito al corretto utilizzo della risorsa idrica, con l’adozione di tecnologie in grado di riusare l’acqua piovana per usi secondari, o di consentire una elevata permeabilità dei terreni.
Utilizzo di materiali bioecologici: la scelta di materiali e prodotti sulla base di un ecobilancio, che confronta tra loro i prodotti valutandone i diversi impatti ambientali prodotti in tutte le fasi del ciclo di vita.

Fare architettura sostenibile significa saper costruire e gestire un’edilizia in grado di soddisfare al meglio i bisogni e le richieste dei committenti.

Insieme, gli architetti che sostengono la pratica della sostenibilità danno un contributo positivo alla comunità, che abita e vive gli edifici progettati migliorando il rapporto tra uomo-natura, tanto necessario in questo momento di crisi ambientale.
Da anni il team di Zen studia le migliori soluzioni in ambito di architettura sostenibile in modo da poter migliore la qualità del vostro abitare e della vostra vita.
Contattaci per maggiori informazioni.

Architettura 4.0: l’era della progettazione integrata

L’ultimo decennio si è contraddistinto per le ripetute crisi dei mercati immobiliari e per i profondi cambiamenti nel settore dell’industria. Tutto ciò ha fatto emergere in ambito edile e industriale la necessità di guardare al futuro rivedendo i modelli di business aziendali.In questo contesto, le nuove tecnologie assumono un ruolo sempre più importante traghettando le imprese verso la cosiddetta industria 4.0, un nuovo modello di produzione e gestione interconnessa delle produzioni.

Come nelle imprese, anche in edilizia gli edifici si sono evoluti in modo strategico ed efficace, adottando tecnologie innovative e le soluzioni intelligenti che puntano alla sostenibilità degli interventi.
L’architettura 4.0 stravolge completamente il concetto di progettazione che si trasforma in progettazione integrata: non si affrontano più a “compartimenti stagni” le varie fasi della progettazione come disegno architettonico, calcolo strutturale, studio degli impianti, ma il percorso progettuale integra tutti gli aspetti fin dalla prima fase di progetto.

Ecco che l’edificio nasce tenendo conto fin dall’inizio di nuovi aspetti fondamentali:
• Sostenibilità del sito
• Efficientamento dell’uso dell’acqua
• Qualità dell’ambiente interno
• Materiali e risorse
• Energia ed ambiente
• Design innovativo
• Consapevolezza ed educazione
Il processo edilizio, che si avvicina sempre di più a quello industriale, non deve lasciare nulla al caso e i professionisti coinvolti dovranno eseguire una progettazione a 360° che accolga le richieste del cliente e al contempo raggiunga qualità architettonica e alte prestazioni energetiche e tecnologiche.

Lo strumento a supporto alla progettazione di questo cambiamento culturale e dei processi, che consente una maggiore conoscenza di tutti gli elementi che fanno parte di un progetto, è il BIM ovvero Building Information Modeling, la rappresentazione digitale delle caratteristiche fisiche e funzionali di una struttura. La tecnologia BIM offre molteplici vantaggi come: maggiore efficienza e produttività, meno errori, meno tempi morti, meno costi, maggiore condivisione delle informazioni, un controllo più puntuale e coerente del progetto.


Come l’industria 4.0 si fonda sull’ottimizzazione dei processi e sull’interconnessione tra le parti, così la nostra architettura 4.0, realizzata attraverso una progettazione avanzata ed evoluta, punta ai medesimi obbiettivi.


Noi di Zen crediamo fortemente che l’architettura 4.0 possa migliorare la qualità dei nostri progetti e soprattutto la qualità della vita di chi questi spazi li vive. Progettare e realizzare edifici intelligenti è quindi sempre più fondamentale e per farlo bisogna avvalersi delle più avanzate tecniche costruttive e delle migliori tecnologie nel campo.
Il nostro team è costantemente aggiornato per poter offrire al committente il miglior servizio possibile.

Alla Biennale, il padiglione Italia porterà la firma di Alessandro Melis

Il ministro per i Beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, ha annunciato l’8 marzo che l’architetto Alessandro Melis sarà il curatore del Padiglione Italia alla diciassettesima Mostra Internazionale di Architettura di Venezia curata dall’architetto Hashim Sarkis.
Il nome di Melis è stato scelto tra una rosa di cinque candidature, presentate nell’ambito della selezione condotta dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanea e Periferie urbane.Tutte le proposte presentate avevano per oggetto le tendenze di crescita e sviluppo delle aree urbane italiane. Il Ministro, nell’ambito dell’istruttoria effettuata dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanea e Periferie urbane, ha scelto il progetto Comunità Resilienti di Alessandro Melis che “presenta una riflessione sulle urgenze dell’architettura in Italia, e suggerisce prospettive future per le periferie italiane e opportunità per la ridefinizione del ruolo strategico e multidisciplinare dell’architettura”.
Alessandro Melis raccoglie il testimone dell’architetto Mario Cucinella, curatore del Padiglione Italia alla precedente Biennale di Architettura, che aveva messo in evidenza con Arcipelago Italia le architetture dei territori interni italiani con l’obiettivo di mettere al centro il territorio Italiano meno conosciuto, svelare la ricchezza e le potenzialità del nostro paese.
Le affermazioni del ministro per i Beni e le attività culturali Bonisoli circa la proposta di Melis rivelano grande entusiasmo nei riguardi dei lavori che verranno presentati nel 2020 a Venezia nell’ambito del Padiglione Italia:

“Si tratta di un percorso di mostra molto divulgativo e coinvolgente, il Padiglione Italia sarà un’occasione per riflettere su come rispondere positivamente in futuro alla pressione sociale ed ambientale attualmente in atto”. Il progetto di Melis “presenta una riflessione sulle urgenze dell’architettura in Italia, e suggerisce prospettive future per le periferie italiane ed opportunità per la ridefinizione del ruolo strategico e multidisciplinare dell’architettura”.

Chi è Alessandro Melis?

Architetto, classe 1969, originario di Cagliari e cofondatore con Gian Luigi Melis dello studio Heliopolis 21 Architects, è direttore della Cluster for Sustainable Cities e fondatore di Media Hub, il primo open lab della University of Portsmouth il cui ambito di interesse è proprio l’innovazione tecnologica nel campo della progettazione climatica e ambientale. Tra le innovazioni di carattere accademico per cui è riconosciuto: l’introduzione in architettura dei cosiddetti “Hybrid tecahing methods” (High Education Fellowship 2018) e l’integrazione di BIM, computazione, e fluidodinamica nella progettazione climatica.
Non ci resta che fare un grosso in bocca al lupo ad Alessandro Melis e ricordare l’appuntamento con la Biennale di Architettura 2020, che si terrà a Venezia, dal 23 maggio al 29 novembre 2020.

Come migliorare la classe energetica della propria abitazione

Avere una casa ad alta efficienza energetica significa tenere sotto controllo i costi e incrementare il valore immobiliare. Passare da una classe energetica G ad una classe A è possibile effettuando dei lavori di restauro che, pur avendo un prezzo, permetteranno di risparmiare sui consumi in futuro.
Vediamo quali sono alcuni degli interventi che si possono eseguire per migliorare la propria classe energetica:

Sostituire i serramenti

Uno degli aspetti sui quali la riqualificazione energetica prevede di intervenire è la performance di vetri e telai. Le infiltrazioni provenienti dalle finestre provocano dispersioni di calore, spifferi indesiderati. Per questo motivo, mettere dei nuovi infissi offre la possibilità di isolare la casa dalle temperature esterne. Il denaro investito in questo intervento sarà ricompensato dai risparmi che avrai sui costi del riscaldamento. Inoltre, potrai contare sugli incentivi fiscali: la Legge di Bilancio 2019 prevede detrazioni Irpef del 50% per le spese sull’acquisto e la posa in opera di finestre comprensive di infissi.

Intervenire sugli impianti

Un altro intervento importante per migliorare la classe energetica riguarda la gestione del riscaldamento. Se si è in possesso di una buona caldaia bisogna fare manutenzione periodicamente per consentirne un buon funzionamento e se questa non è in buono stato la si può sostituire ad esempio con una caldaia ad alta efficienza, detta “a condensazione”. All’interno della caldaia a condensazione si condensa il vapore acqueo dei fumi di scarico, il cui calore residuo è sfruttato per riscaldare l’acqua usata per l’impianto di riscaldamento. Una valida alternativa è invece la pompa di calore, essa non genera calore ma lo trasferisce: preleva infatti calore dall’aria, dall’acqua o dal sottosuolo e lo porta dentro casa. Allo stesso modo, può portare all’esterno il calore in eccesso durante l’estate.
Anche nel caso della caldaia a condensazione si può beneficiare delle detrazioni fiscali: al 50% se si va a sostituire l’impianto di climatizzazione invernale con una caldaia a condensazione almeno di classe A; al 65% se si va a sostituire il vecchio impianto con un apparecchio ibrido, costituito cioè da una pompa di calore integrata con la caldaia a condensazione.

Pannelli fotovoltaici e autoconsumo

Il salto di qualità per quanto riguarda le classi energetiche avviene se il fabbisogno energetico della propria abitazione viene coperto in misura significativa da energia prodotta con fonti rinnovabili attraverso l’istallazione di un impianto fotovoltaico o un impianto solare sul proprio tetto.

Queste sono solo alcune delle attività che si possono portare avanti per migliorare la propria classe energetica. Il team di Zen progetta edifici ad altissime prestazioni energetiche ed ambientali, con le migliori tecniche costruttive e le migliori tecnologie ed è a tua disposizione per approfondire tutte le possibilità. Potremo inoltre offrirti la nostra consulenza per accedere alle detrazioni fiscali previste dall’Eco Bonus e dal Bonus Ristrutturazione che permette di risparmiare sino al 50% sui lavori eseguiti.
Contattaci per maggiori informazioni.


Premio Mies van der Rohe: annunciate le opere finaliste

La Commissione Europea e la Fundació Mies van der Rohe hanno annunciato pochi giorni fa i cinque finalisti che concorrono al Premio dell’Unione Europea 2019 per l’Architettura Contemporanea – Mies van der Rohe.

Il premio Mies van der Rohe è stato istituito dall’omonima fondazione nel 1987, e dal 2001 è divenuto premio di architettura ufficiale dell’Unione europea.
È gestito congiuntamente dalla Commissione europea, dalla Fondazione Mies van der Rohe, con sede a Barcellona e sostenuta da una rete di 15 istituzioni del settore, e da un comitato di esperti provenienti da 31 paesi.
Si tratta di una competizione europea di architettura contemporanea a cadenza biennale che mira a evidenziare l’importante ruolo che ha lo sviluppo delle nuove tecnologie in campo architettonico in Europa.

I finalisti sono stati selezionati da una prima rosa di quaranta, in cui comparivano anche due progetti in Italia, la nuova sede Prada a Valvigna di Guido Canali e il Museo M9 a Mestre di Sauerbruch Hutton.
Questi due progetti non rientrano nel gruppo di finalisti dove troviamo invece:

PC CARITAS

Luogo: Melle, BE

Studio: Architecten De Vylder Vinck Taillieu

Plasencia Auditorium and Congress Centre

Luogo: Plasencia, ES
Studio: SelgasCano

Skanderbeg Square

Luogo: Tirana, AL
Studio: 51N4E; Anri Sala; Plant en Houtgoed e iRI

Terracehouse Berlin

Luogo: Berlino, DE
Studio: Brandlhuber+ Emde, Burlon and Muck Petzet Architekten

Transformation of 530 dwellings – Grand Parc Bordeaux

Luogo: Bordeaux, FR
Studio: Lacaton & Vassal architectes; Frédéric Druot Architecture e Christophe Hutin Architecture

La giuria formata da Dorte Mandrup, George Arbid, Angelika Fitz, Ștefan Ghenciulescu, Kamiel Klaasse, María Langarita e Frank McDonald visiterà queste cinque opere per scegliere, entro la fine del mese di aprile, il vincitore del premio e quello della categoria Architetto Emergente.
Insieme al riconoscimento principale di 50.000 euro, infatti, la giuria assegna una Menzione Speciale da 10.000 euro ad un’opera particolarmente significativa tra quelle realizzate da architetti under 40.

La cerimonia di premiazione si terrà il 7 maggio 2019 nel Padiglione Mies van der Rohe di Barcellona insieme a conferenze, dibattiti e all’inaugurazione dell’esposizione. Il pubblico avrà libero accesso anche alla presentazione del catalogo, contenente tutti i progetti nominati per il Premio 2019, alla mostra e alla celebrazione che si terrà la sera.

Durante i EU Mies Architecture Days – 9 -19 maggio, i 4 edifici finalisti, oltre a quelli del Vincitore e dell’Architetto Emergente saranno aperti al pubblico che potrà visitarli e vivere l’esperienza in compagnia degli architetti e degli organizzatori del premio.

Certificazione LEED, criteri di valutazione e vantaggi

Leed, in ambito delle certificazioni bioedilizia, è la più diffusa e riconosciuta al mondo.
Per rilasciarla devono essere esaminati una serie di fattori riguardanti la progettazione e la costruzione di un edificio, nello specifico:

• L’impatto ambientale
• L’impatto economico
• L’impatto sociale
• L’impatto sulla salute

I protocolli LEED sono diversi e sono applicabili a diverse tipologie di edifici:

• LEED nuove costruzioni e ristrutturazioni, rivolto ad edifici di uso commerciale, istituzionale e residenziale con oltre quattro piani;
• LEED per le scuole, certificazione di qualità e sostenibilità per gli edifici scolastici;
• GBC Home, strumento di progettazione e realizzazione di edifici ad uso residenziale;
• LEED per gli edifici esistenti;
• GBC Ecoquartieri, strumento per la progettazione e la realizzazione di aree urbane nuove o da riqualificare.

Vediamo nel dettaglio come funziona il sistema di rating LEED.
Sfruttando un sistema di valutazione della sostenibilità degli edifici, si vanno ad assegnare dei “prerequisiti” e dei “crediti” dalla cui somma deriva il livello di certificazione ottenuto.

Quali aspetti di un edificio vengono osservati in fase di valutazione?

Gestione dell’acqua, (1 Prerequisito, 3 Crediti – max 10 punti): nello specifico, l’uso, la gestione e allo smaltimento delle acque negli edifici.
Siti sostenibili, (1 prerequisito, 8 crediti – max 26 punti): vengono valutati gli aspetti ambientali legati al sito dove verrà costruito l’edificio e al rapporto di questo con il contesto
Energia e atmosfera, (3 Prerequisiti, 6 Crediti – max 35 punti): viene promosso l’impiego di energia proveniente da fonti rinnovabili o alternative e il controllo delle prestazioni energetiche dell’edificio.
Materiali e risorse, (1 Prerequisito, 7 Crediti – max 14 punti): vengono prese in considerazione le tematiche ambientali correlate alla selezione dei materiali, alla riduzione dell’utilizzo di materiali vergini, allo smaltimento dei rifiuti e alla riduzione dell’impatto ambientale dovuto ai trasporti
Qualità dell’ambiente interno, (2 Prerequisiti, 8 Crediti – max 15 punti): vengono considerate le tematiche inerenti la qualità dell’ambiente interno, che riguardano la salubrità, la sicurezza e il comfort, il consumo di energia, l’efficacia del cambio d’aria e il controllo della contaminazione dell’aria.
Innovazione, (2 crediti – max 6 punti): vengono identificati gli aspetti progettuali che si distinguono per le caratteristiche di innovazione e di applicazione delle pratiche di sostenibilità nella realizzazione di edifici.
Priorità regionale, (1 Credito – max 4 punti): l’obiettivo è quello di incentivare i gruppi di progettazione a focalizzare l’attenzione su caratteristiche ambientali del tutto uniche e peculiari della località in cui è situato il progetto.

Si tratta di un processo valutativo articolato e complesso che coinvolge molti settori ma che porta con sé innumerevoli vantaggi.
La Certificazione consente di godere di vantaggi ed incentivi pubblici e può attirare l’interesse della stampa sul vostro progetto. Un ulteriore vantaggio è legato alla maggiore attrattiva commerciale dell’immobile, il cui valore economico sarà ragionevolmente incrementato.

All’interno di ZEN abbiamo una formazione da LEED Green Associate ed attraverso il continuo studio ed aggiornamento siamo orgogliosi di potervi offrire questo servizio.

Klimahouse 2019: al via la 14^ edizione

Vivere in una casa energicamente efficiente e raggiungere una classe energetica elevata ha numerosissimi vantaggi, dal risparmio alla tutela dell’ambiente.
Affidarsi a degli specialisti, dei professionisti sempre in linea con le novità nel campo dell’efficientamento energetico, è fondamentale.


Uno degli obiettivi che si pone Klimahouse, fiera internazionale per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia, è proprio quello di offrire a chi desidera ristrutturare una visione a 360° sul mondo della casa efficiente e del costruire secondo i criteri di sostenibilità.
Klimahouse si svolgerà a Bolzano da mercoledì 23 gennaio fino al sabato successivo, in 4 giorni sono attesi oltre 35.000 visitatori che potranno incontrare oltre 450 aziende e 30 startup tra le più innovative del settore edilizio.


Nel corso della 3 giorni, i visitatori potranno scoprire prodotti e soluzioni, ma anche alternative economiche e tecniche, nel mondo dell’edilizia, in grado di garantire un notevole risparmio energetico e un comfort abitativo maggiore. Il pubblico privato, presso lo stand dell’Agenzia CasaClima, potrà inoltre richiedere consulenze gratuite e assistere a numerosi seminari.
Durante la quattordicesima edizione di Klimahouse sono previsti anche numerosi eventi dedicati ai professionisti del settore.

Primo tra tutti, il Congresso Internazionale organizzato dalla Fiera in collaborazione con l’Agenzia CasaClima, che punterà i riflettori sul significato di “smart” nel comparto delle costruzioni: dai materiali all’edificio, fino alla pianificazione della città.
Nel corso delle tre giornate di congresso verranno coinvolti esperti nazionali e internazionali tra cui Thomas Rau, visionario architetto dell’economia circolare, e Gideon Maasland di MVRDV, uno dei progettisti del rivoluzionario quartiere dell’Amsterdam Valley e Amanda Sturgeo negli Stati Uniti.
La prima giornata sarà dedicata al convegno riguardo alle Smart Cities, città che gestiscono in modo intelligente (smart) le attività economiche, la mobilità, le risorse ambientali, le relazioni tra le persone, le politiche dell’abitare ed il suo stesso modello di amministrazione.


Il 24 gennaio il focus sarà sui materiali e sulle caratteristiche che questi devono avere per potersi definire “smart”.


Il 25 gennaio sarà, infine, dedicato all’architettura d’avanguardia.

Si preannuncia quindi un’edizione più ricca che mai di iniziative, tour informativi e convegni, preziosi occasioni per approfondire il tema del risanamento e dell’efficienza energetica in edilizia.

Biennale Architettura 2020: sarà Hashim Sarkis il curatore

Sarà l’architetto libanese Hashim Sarkis il curatore designato per la 17. Mostra Internazionale di Architettura, che si terrà nei consueti spazi dell’Arsenale e dei Giardini di Venezia.
Il Cda della Biennale di Venezia si è riunito il 18 dicembre e, su proposta del Presidente Paolo Baratta, ha deliberato di nominare Hashim Sarkis Direttore del Settore Architettura.
Sarkis, che succederà al duo Yvonne Farrell e Shelley McNamara di Grafton Architects, non è nuovo nell’ambiente della Biennale: è stato infatti membro della giuria internazionale della Biennale Architettura 2016 e ha partecipato con il suo studio al Padiglione Stati Uniti (Biennale Architettura 2014) e Albania (Biennale Architettura 2010).
La Mostra internazionale di architettura (o Biennale di architettura) di Venezia si svolge ogni due anni alternandosi all’Esposizione internazionale d’arte di Venezia. Fu istituita dalla Fondazione della Biennale di Venezia nel 1980 e oggi rappresenta il punto di riferimento per esperti e appassionati grazie al contributo di celebri architetti e teorici dell’architettura che si sono alternati alla direzione della Mostra.
Nel 2020 sarà la volta di Hashim Sarkis, titolare della Hashim Sarkis Studios – fondato nel 1998 – che si è distinto e ha ricevuto numerosi riconoscimenti nell’ambito dell’edilizia sociale e residenziale, parchi, edifici istituzionali, pianificazione e progettazione urbana. I progetti sono studiati sulla base delle relazioni che intercorrono tra uomo e ambiente circostante, con un occhio di riguardo alla funzionalità, alla scelta dei materiali a seconda del luogo e delle sue specifiche caratteristiche.
L’architetto Sarkis, inoltre, dal 2015 è Preside della School of Architecture and Planning al Massachussetts Institute of Technology (MIT). Ha una laurea in Architettura e una in Belle Arti conseguite alla Rhode Island School of Design, oltre che un master e un dottorato in Architettura ottenuti alla Harvard University.
Baratta ha dichiarato: “Con Hashim Sarkis, La Biennale si dota di un Curatore particolarmente sensibile ai temi e alle urgenze che la società, nelle diverse contrastanti realtà, pone per il nostro abitare”. “Il mondo sta lanciando nuove sfide all’architettura” – ha commentato Sarkis, che si è detto onorato ed emozionato per l’incarico – “Sono impaziente di lavorare con architetti provenienti da tutto il mondo per immaginare insieme come affrontare queste sfide”.
L’approccio multidisciplinare e il lavoro sinergico saranno le colonne portanti del progetto per la Biennale 2020 che si prospetta essere ancora una volta eccezionale.
Appuntamento quindi a Venezia, dal 23 maggio al 29 novembre 2020: pre-apertura 21 e 22 maggio; inaugurazione al pubblico sabato 23 maggio.