Architettura 4.0 e sostenibilità

Ecco perché la tua azienda dovrebbe muoversi sempre di più verso la sostenibilità.

 

Cos’è la sostenibilità?

La sostenibilità è il processo di cambiamento nel quale lo sfruttamento delle risorse, il piano degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e le modifiche istituzionali sono tutti in sintonia e valorizzano il potenziale attuale e futuro, al fine di far fronte ai bisogni e alle aspirazioni dell’uomo.

La sostenibilità nel 2020 per le aziende non deve rappresentare una moda o una tendenza passeggera ma una direttrice di sviluppo necessaria per rispondere ai bisogni di un consumatore sempre più attento e ad un quadro normativo sempre più stringente. Una scelta necessaria che coinvolge tutte le imprese e che va compiuta qui e ora, non restando di fatto appannaggio solo delle grandi corporation o dei settori per vocazione più green.

Sempre più spesso le aziende supportano la loro comunicazione verso i clienti portando come valore fondante quello della Sostenibilità e lo fanno perché hanno capito che è un valore reale e palpabile, che ha ricadute importanti sia a livello aziendale che sulla collettività. Secondo uno studio internazionale condotto da Wpp nel 2019, l’humanized growth si appresta a diventare in assoluto il principale fattore critico di successo e driver di sviluppo per le aziende nei prossimi anni.

Diventare socialmente più responsabili si rivela non solo un vantaggio per la reputazione ma anche un mezzo per ridurre costi e rischi, aumentando la spinta all’innovazione, e costituendo inoltre un nuovo stimolo per la filiera, i prodotti, il modello di business. Il tutto in un’ottica di lungo periodo che risulta premiante.

 

Investire in sostenibilità conviene?

La strada da percorrere è impegnativa ma, dal nostro punto di vista, deve essere considerata perché riserva anche molti vantaggi:

– gli investitori sono sempre più interessati alle aziende con un elevato tasso di sostenibilità: si stima che il 30% degli asset totali gestiti oggi a livello mondiale sia rappresentato da investimenti responsabili e sostenibili;

– Integrare la sostenibilità rafforza il legame con il cliente dal punto di vista commerciale e valoriale, in questo modo si guadagna una maggiore fedeltà al brand e una differenziazione rispetto ai competitor con benefici reputazionali;

– Significa anche adattare la gestione delle risorse umane con conseguente aumento della produttività dei lavoratori, maggiore fidelizzazione dei dipendenti e soddisfazione sul posto di lavoro.

Per l’Architettura 4.0 la sostenibilità di un progetto è un elemento imprescindibile per proiettarsi nel futuro! Un’azienda che crede in questo valore, vuole rendere sostenibili i suoi immobili.

 

Come valutare un edificio dal punto di vista della sostenibilità?

Noi di Zen abbiamo definito come valutare un edificio dal punto di vista della sostenibilità utilizzando un mix di parametri derivato dalla certificazione LEED, un sistema di valutazione che fornisce la metodologia e gli strumenti necessari per eseguire un’analisi delle performance di sostenibilità di un edificio. LEED è amministrato dal Green Buisness Certification Institute ed è adattato alle aziende italiane.

Ecco quali sono gli aspetti che vengono presi in considerazione:

Sostenibilità del Sito: affrontiamo gli aspetti ambientali legati al sito entro il quale verrà costruito oppure è stato costruito l’edificio e il rapporto di questo con gli spazi circostanti. Gli obiettivi sono limitare l’impatto generato dalle attività di costruzione, controllare il deflusso delle acque meteoriche, stimolare modalità e tecniche costruttive rispettose degli equilibri dell’ecosistema.

Gestione delle Acque: approcciamo le tematiche ambientali legate all’uso, alla gestione e allo smaltimento delle acque negli edifici monitorando l’efficienza dei flussi d’acqua e promuovendo la riduzione dei consumi idrici e il riutilizzo delle acque meteoriche.

Energia ed Atmosfera: promuoviamo il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, l’impiego di energia proveniente da fonti rinnovabili o alternative e il controllo delle prestazioni energetiche dell’edificio.

Materiali e Risorse: prendiamo in considerazione le tematiche ambientali correlate alla selezione dei materiali, alla riduzione dell’utilizzo di materiali vergini, allo smaltimento dei rifiuti e alla riduzione dell’impatto ambientale dovuto ai trasporti.

Qualità ambientale Interna: affrontiamo le preoccupazioni ambientali relazionate alla qualità dell’ambiente interno, che riguardano la salubrità, la sicurezza e il comfort, il consumo di energia, l’efficacia del cambio d’aria e il controllo della contaminazione dell’aria.

Inizia ora

Inizia ora il tuo percorso verso la sostenibilità. Per costruire un edificio sostenibile o trasformare un edificio esistente, inizia da CONOSCI.

 

Come dare nuova vita agli ex comparti industriali con l’Architettura 4.0

Il progetto della nuova palestra di arrampicata di Curno (BG) ricavata all’interno di un ex comparto industriale.

 

Riflettere sul destino dei luoghi vuol dire meditare sulla qualità della vita nelle città di oggi e di domani, e se per diversi anni ancora alcune città dell’oriente seguiranno un modello di espansione, il futuro imminente delle città europee e americane come probabilmente quello più remoto di quelle asiatiche, consisterà in un riassestamento e revisione delle città già costruite.

Oggi lo sviluppo non coincide con la crescita, ma occorre invece riflettere su come costruire nuovi modelli che oltre al mantenimento dell’esistente puntino a un progresso sostenibile in senso lato e che si tramutino in progetti, sia a scala urbana che architettonica, con un alto grado di flessibilità e predisposizione al cambiamento. Lo sviluppo non sarà legato a un maggiore consumo, ma a una maggiore efficienza e vivibilità.

In questo senso, il recupero o riuso di un corpo già esistente, attraverso le diverse fasi di edificazione-rimozione-sostituzione-riqualificazione del costruito, è un modello fortemente sperimentale, all’avanguardia nel tentare di dare risposte concrete e non solo teoriche, e dunque fortemente plausibile viste e osservate le istanze contemporanee sopracitate a cui stiamo già cercando di far fronte e che si diffonderanno esponenzialmente negli anni a venire.

Il progetto

L’Architettura 4.0 è il metodo con cui ci confrontiamo con l’esistente abbracciando le diverse sfere, da quella dell’immagine, alla sostenibilità, al benessere ed alla tecnologia.

È il caso della nuova palestra di arrampicata che sta sorgendo a Curno (BG) all’interno del comparto industriale denominato “EX Area Tesmec”.

L’intero sistema insediativo è stato oggetto negli ultimi anni di una importante riconversione delle funzioni presenti al suo interno, passando da area produttiva ad area prettamente terziaria, all’interno della quale sono presenti diverse funzioni differenti tra loro, tra cui diversi studi professionali, palestre, scuole di ballo e altre attività collaterali. Proprio per questo motivo si è scelto uno dei volumi ancora in attesa di riconversione da adibire alla nuova palestra di arrampicata sportiva indoor, in modo da mettere a disposizione dei fruitori che già frequentano l’area ed ai cittadini appassionati alla disciplina residenti nelle zone limitrofe, una nuova attività di tipo ricreativo.

La necessità di conciliare gli standard di benessere con la nuova attività ha portato alla realizzazione di un nuovo blocco adibito ai servizi (ingresso e spogliatoi), costruito con tecniche a secco, con struttura portante in legno X-Lam.

Nell’edificio esistente, destinato alle pareti di arrampicata, gli spazi sono stati progettati in modo da massimizzare l’effetto di luminosità creato dalle coperture a shed, creando un’isola centrale di pareti ad altezza ridotta (per il c.d. boulder), lasciando le pareti più alte (per il c.d. lead) lungo il perimetro esterno. Si è creato così un effetto scenico che permette di sentirsi sempre all’interno di un unico grande spazio luminoso, sempre connesso agli spazi esterni, creando una nuova forma di urbanità.

A seguire foto delle fasi di avanzamento del cantiere in corso.

 

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Architettura 4.0 ai tempi del Covid-19, la nostra esperienza di progettazione per l’azienda bresciana leader nel settore impiantistico ECOTHERM.

 

 

Ecotherm è un’azienda leader nell’ambito del benessere termo-igrometrico e della qualità dell’aria negli ambienti.

Come è nato il progetto

Dopo che il committente ha compilato lo ZEN GAME – CONOSCI,  i nostri specialisti hanno affiancato l’azienda per far emergere le potenzialità di miglioramento degli spazi aziendali e gli elementi su cui intervenire.

Il progetto prevede la revisione degli spazi di lavoro aziendali al fine di dare un aspetto globale nuovo e più coerente con la tipologia di azienda, mantenendo il focus sull’immagine rappresentativa del marchio ECOTHERM.

Durante lo sviluppo delle prime bozze di progetto, che prevedevano la ridistribuzione degli spazi aziendali interni, è scoppiata l’emergenza legata al Coronavirus con tutte le problematiche ad esso connesse.

Per questo motivo, insieme ai titolari dell’azienda, noi specialisti di ZEN abbiamo sviluppato un progetto ancor più focalizzato sulla gestione degli spazi, con l’obiettivo di permettere ai clienti e ai dipendenti di accedere in completa sicurezza ed al tempo stesso di fruire al meglio dei servizi aziendali.

 

 

Che cosa abbiamo fatto

I nostri architetti hanno:

  • ridisegnato gli spazi di distribuzione in modo da agevolare i flussi quotidiani dei dipendenti inserendo elementi di connessione e/o suddivisione tra gli ambienti;
  • previsto una zona “ibrida” che funga da ampio corridoio distributivo arricchito da elementi verdi, lungo il quale si vengono a creare spazi di lavoro confortevoli e ampie zone di sosta per permettere lo stazionamento di più persone (mantenendo le distanze di sicurezza);
  • organizzato lungo il perimetro di questo elemento la distribuzione di uffici e sale riunioni più private garantendo le distanze tra gli utenti;
  • progettato una sala polivalente che può essere rapidamente allestita in base alle esigenze, sfruttando al massimo la superficie disponibile;
  • installato un nuovo sistema di ventilazione meccanica con filtri ad elevata efficacia per garantire sempre aria fresca e impedire la dispersione dei virus nell’aria;
  • applicato alcune delle 160 azioni previste dall’Architettura 4.0 per trasformare gli edifici in acceleratori di business.

 

 

Due i plus di questo progetto

  • Nuovo collocamento delle funzioni in modo da sviluppare sinergie tra i settori e le varie competenze di lavoro
  • Considerare l’immobile come un’opportunità per accrescere il proprio business e non solo come un edificio

Se hai un’attività in cui l’impatto a seguito del Covid-19 rende difficile la gestione degli spazi che hai a disposizione, non esitare a contattarci. Sapremo trovare la miglior soluzione adatta a te e alle tue esigenze!

 

 

https://zenarchitettura.it/contatti/
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Come cambiano gli spazi del lavoro con il covid-19.

Da questa sfida difficile possono nascere anche grandi opportunità di cambiamento e sviluppo negli spazi aziendali.

Il Covid-19 da una parte ci pone una grande sfida ma dall’altra ci fornisce anche una grande opportunità.

La sfida è trovare le modalità per lavorare considerando la necessità di mantenere la distanza sociale.

Nell’immagine seguente viene mostrata una simulazione del movimento delle particelle sospese, in un ambiente chiuso con diverse persone presenti. Dopo uno starnuto, le particelle infette sono ancora in sospensione dopo oltre 16 minuti!

Cogli le nuova opportunità

L’opportunità è lo Smart Working.

Nel 2019 il numero degli smart workers italiani era salito a 570.000, in crescita del 20%, rispetto all’anno precedente. Con lo scoppio dell’epidemia di Coronavirus, il numero degli smart workers è letteralmente esploso.

L’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano sintetizza nell’immagine sottostante i benefici dello Smart Working.

Quel che più a noi interessa mettere in luce sono i benefici in termini di ottimizzazione della gestione degli spazi. Lo Smart Working permette di liberare circa il 30-35% degli spazi in quanto una parte delle attività vengono svolte al di fuori della sede aziendale. Che fare di questi spazi?

Puoi usarli in 4 modi:

  1. Puoi sprecarli;
  2. puoi usarli come sono ora, però con una densità minore, distanziando le persone (quindi li stai di nuovo sprecando);
  3. puoi rinunciarci ed entrare in una piattaforma di coworking (modello di condivisione degli spazi lavorativi oggi in fase di profonda revisione, in quanto si basa sulla densità delle persone come elemento che fornisce un valore aggiunto);
  4. puoi trasformare i tuoi spazi e creare la tua piattaforma, creando un sistema sicuro e aperto ai tuoi collaboratori, ai tuoi consulenti ed ai talenti che possono ruotare intorno alla tua azienda.

Tu come vuoi gestire i tuoi spazi?

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Alla Biennale, il padiglione Italia porterà la firma di Alessandro Melis

Il ministro per i Beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, ha annunciato l’8 marzo che l’architetto Alessandro Melis sarà il curatore del Padiglione Italia alla diciassettesima Mostra Internazionale di Architettura di Venezia curata dall’architetto Hashim Sarkis.
Il nome di Melis è stato scelto tra una rosa di cinque candidature, presentate nell’ambito della selezione condotta dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanea e Periferie urbane.Tutte le proposte presentate avevano per oggetto le tendenze di crescita e sviluppo delle aree urbane italiane. Il Ministro, nell’ambito dell’istruttoria effettuata dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanea e Periferie urbane, ha scelto il progetto Comunità Resilienti di Alessandro Melis che “presenta una riflessione sulle urgenze dell’architettura in Italia, e suggerisce prospettive future per le periferie italiane e opportunità per la ridefinizione del ruolo strategico e multidisciplinare dell’architettura”.
Alessandro Melis raccoglie il testimone dell’architetto Mario Cucinella, curatore del Padiglione Italia alla precedente Biennale di Architettura, che aveva messo in evidenza con Arcipelago Italia le architetture dei territori interni italiani con l’obiettivo di mettere al centro il territorio Italiano meno conosciuto, svelare la ricchezza e le potenzialità del nostro paese.
Le affermazioni del ministro per i Beni e le attività culturali Bonisoli circa la proposta di Melis rivelano grande entusiasmo nei riguardi dei lavori che verranno presentati nel 2020 a Venezia nell’ambito del Padiglione Italia:

“Si tratta di un percorso di mostra molto divulgativo e coinvolgente, il Padiglione Italia sarà un’occasione per riflettere su come rispondere positivamente in futuro alla pressione sociale ed ambientale attualmente in atto”. Il progetto di Melis “presenta una riflessione sulle urgenze dell’architettura in Italia, e suggerisce prospettive future per le periferie italiane ed opportunità per la ridefinizione del ruolo strategico e multidisciplinare dell’architettura”.

Chi è Alessandro Melis?

Architetto, classe 1969, originario di Cagliari e cofondatore con Gian Luigi Melis dello studio Heliopolis 21 Architects, è direttore della Cluster for Sustainable Cities e fondatore di Media Hub, il primo open lab della University of Portsmouth il cui ambito di interesse è proprio l’innovazione tecnologica nel campo della progettazione climatica e ambientale. Tra le innovazioni di carattere accademico per cui è riconosciuto: l’introduzione in architettura dei cosiddetti “Hybrid tecahing methods” (High Education Fellowship 2018) e l’integrazione di BIM, computazione, e fluidodinamica nella progettazione climatica.
Non ci resta che fare un grosso in bocca al lupo ad Alessandro Melis e ricordare l’appuntamento con la Biennale di Architettura 2020, che si terrà a Venezia, dal 23 maggio al 29 novembre 2020.

Biennale Architettura 2020: sarà Hashim Sarkis il curatore

Sarà l’architetto libanese Hashim Sarkis il curatore designato per la 17. Mostra Internazionale di Architettura, che si terrà nei consueti spazi dell’Arsenale e dei Giardini di Venezia.
Il Cda della Biennale di Venezia si è riunito il 18 dicembre e, su proposta del Presidente Paolo Baratta, ha deliberato di nominare Hashim Sarkis Direttore del Settore Architettura.
Sarkis, che succederà al duo Yvonne Farrell e Shelley McNamara di Grafton Architects, non è nuovo nell’ambiente della Biennale: è stato infatti membro della giuria internazionale della Biennale Architettura 2016 e ha partecipato con il suo studio al Padiglione Stati Uniti (Biennale Architettura 2014) e Albania (Biennale Architettura 2010).
La Mostra internazionale di architettura (o Biennale di architettura) di Venezia si svolge ogni due anni alternandosi all’Esposizione internazionale d’arte di Venezia. Fu istituita dalla Fondazione della Biennale di Venezia nel 1980 e oggi rappresenta il punto di riferimento per esperti e appassionati grazie al contributo di celebri architetti e teorici dell’architettura che si sono alternati alla direzione della Mostra.
Nel 2020 sarà la volta di Hashim Sarkis, titolare della Hashim Sarkis Studios – fondato nel 1998 – che si è distinto e ha ricevuto numerosi riconoscimenti nell’ambito dell’edilizia sociale e residenziale, parchi, edifici istituzionali, pianificazione e progettazione urbana. I progetti sono studiati sulla base delle relazioni che intercorrono tra uomo e ambiente circostante, con un occhio di riguardo alla funzionalità, alla scelta dei materiali a seconda del luogo e delle sue specifiche caratteristiche.
L’architetto Sarkis, inoltre, dal 2015 è Preside della School of Architecture and Planning al Massachussetts Institute of Technology (MIT). Ha una laurea in Architettura e una in Belle Arti conseguite alla Rhode Island School of Design, oltre che un master e un dottorato in Architettura ottenuti alla Harvard University.
Baratta ha dichiarato: “Con Hashim Sarkis, La Biennale si dota di un Curatore particolarmente sensibile ai temi e alle urgenze che la società, nelle diverse contrastanti realtà, pone per il nostro abitare”. “Il mondo sta lanciando nuove sfide all’architettura” – ha commentato Sarkis, che si è detto onorato ed emozionato per l’incarico – “Sono impaziente di lavorare con architetti provenienti da tutto il mondo per immaginare insieme come affrontare queste sfide”.
L’approccio multidisciplinare e il lavoro sinergico saranno le colonne portanti del progetto per la Biennale 2020 che si prospetta essere ancora una volta eccezionale.
Appuntamento quindi a Venezia, dal 23 maggio al 29 novembre 2020: pre-apertura 21 e 22 maggio; inaugurazione al pubblico sabato 23 maggio.